primo maggio fave e pecorino

Perché il primo maggio è usanza mangiare fave e pecorino ?

Sembra che i romani cominciarono ad utilizzare le fave per celebrare la dea Flora, protettrice della natura in fiore e della rinascita.
Nella tradizionale festa comparve il lancio dei baccelli delle fave per augurare fortuna e ricchezza. Da questa usanza nacque un’altra credenza popolare. Si cominciò a considerare di buon auspicio trovare 7 semi invece di 6 nello stesso baccello.

Per il loro alto contenuto in fibre, proteine e sali, le fave sono diventate un alimento irrinunciabile per le classi medio – basse. I “poveri” le hanno inserite nelle ricette della tradizione culinaria romana, associandole ad un’altra prelibatezza regionale, il pecorino romano. La sua lunga conservazione e l’elevato apporto nutritivo, unito a grande digeribilità, ne hanno fatto un elemento importante nella dieta dei legionari.

Insieme alle fave, assicura la giusta energia per godere delle giornate di festa.

Tante sono le ricette legate a questo alimento.

Marco Gavio Apicio, gastronomo e cuoco del tempo di Tiberio, nel suo monumentale De Re Coquinaria (un vero e proprio manuale di cucina del tempo dei Cesari) ne racconta una gustosa preparazione nella quale le fave vengono lessate, profumate con pepe, coriandolo, cumino, finocchietto e quindi stemperate con vino e garum (la salsa per eccellenza, molto vicina alla nostra colatura di alici)

La Gricia con #cremadifave è la ricetta de #ercococlaudio 👨‍🍳 per omaggiare la tradizione di #faveepecorino 😋 provala:

Daje

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